Misilmeri News

Notizie del comprensorio misilmerese.

Archive for dicembre 2007

Buon Anno ai nostri lettori!

Posted by gpcorso su 31 dicembre 2007

fuochiartificio01.jpgVi auguro soltanto che questo nuovo anno sia per voi realmente santo.

Oggi, perciò, andate a confessarvi e purificatevi per il nuovo anno.

(Messaggio del 31 dicembre 1983 dato al gruppo di preghiera di Jelena dalla Madonna di Medjugorie).

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Antiche foto di misilmeresi.

Posted by gpcorso su 30 dicembre 2007

boy_scout_9_12_1951__madric.jpgchiesa_santonino_congne_mis.jpgPubblichiamo due antiche foto di misilmeresi: una raffigura un gruppo di giovani boy scout (così è scritto nella didascalia) scattata il 9 dicembre del 1951; l’altra immortala la congregazione del Miseremini all’interno della chiesa delle Anime Sante. Chi si riconosce in queste foto?

Rinnoviamo l’invito ai lettori di inviarci antiche foto da pubblicare sul Misilmeri News.

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Omaggio floreale all’Immacolata: i fiori (secchi) sono ancora lì.

Posted by gpcorso su 30 dicembre 2007

pza_di_pisa_inaugurazione_m.jpgE’ ormai lontano quell’8 dicembre quando un’antica e bella tradizione vuole che tutti i misilmeresi devoti offrano un omaggio floreale alla stele dell’Immacolata in piazza Di Pisa.

Ma dall’8 dicembre ad oggi i fiori, ormai secchi, sono ancora lì. Perchè non pensare a pulire la piazza? E’ passato il Natale, passerà anche capodanno e vedremo li ancora i fiori ormai appassiti. Per il decoro della statua dell’Immacolata ma anche per il decoro di Misilmeri, in questi giorni visitata da tanta gente non misilmerese, è opportuno dare una pulita alla piazza. (Nella foto l’inaugurazione della statua dell’Immacolata).

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La Famiglia prima agenzia di Pace: il messaggio di Benedetto XVI°.

Posted by gpcorso su 30 dicembre 2007

 DA ROMA per AVVENIRE MIMMO MUOLO
 F
amiglia e pace. All’inizio del terzo mil­lennio occorrerà abituarsi a pensarle, scriverle e metterle sempre più in con­nessione queste due fondamentali realtà. An­che perché senza l’una non ci può essere l’al­tra. Ed è in famiglia che si apprende fin da pic­coli la «grammatica» della pacifica conviven­za, che poi deve coinvolgere «tutta la grande famiglia dell’umanità». Allo stesso modo, poi, bisognerà riprendere a preoccuparsi che non proliferino le armi nucleari e non aumentino i Paesi che ne sono detentori; che l’ambiente sia preservato, che ci sia un’equa distribuzio­ne della ricchezza e che venga rispettata e ap­plicata la legge naturale comune a tutto il ge­nere umano.
 
Sono questi alcuni dei prin­cipali contenuti del Messag­gio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della Pa­ce, che come di consueto verrà celebrata il prossimo 1° gennaio. Il testo, che ha per tema Famiglia umana, comunità di pace è stato pre­sentato ieri nella Sala Stam­pa vaticana dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Giampaolo Cre­paldi, rispettivamente pre­sidente e segretario del Pon­tificio Consiglio della Giusti­zia e della Pace.
 Pace e famiglia.
«In tutto il messaggio – ha fat­to notare il porporato – il Santo Padre ci fa ve­dere come la famiglia e la pace si richiamano costantemente in una feconda circolarità che costituisce uno dei presupposti più stimolan­ti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse te­matiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo».
  Il Papa, infatti, afferma che «chi – anche in­consapevolmente – osteggia l’istituto familia­re rende fragile la pace, perché indebolisce quella che di fatto è sua principale ‘agenzia’». «Tutto ciò che contribuisce a rendere più de-
bole la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna – prosegue il Messaggio che Avvenire pubblica integralmente – ciò che direttamente o indirettamente ne frena la di­sponibilità all’accoglienza responsabile di u­na nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima educatrice dell’educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sul­la via della pace».
  La famiglia, scrive ancora Benedetto XVI, «ha bisogno della casa, del lavoro, della scuola per i figli, dell’assistenza sanitaria di base per tut­ti. Quandi la società e la politica che non si im­pegnano ad aiutare la famiglia in questi cam­pi, si privano di un’essenziale risorsa a servi­zio della pace». Anche il lessico familiare, sot­tolinea Papa Ratzinger, è importante da que­sto punto di vista. «Lì è ne­cessario attingere sempre per non perdere l’uso del vo­cabolario della pace. Nell’in­flazione dei linguaggi, la so­cietà non può perdere il rife­rimento a quella ‘grammati­ca’ che ogni bimbo appren­de dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà, pri­ma ancora che dalle loro pa­role ». Il Pontefice ricorda, i­noltre, che la famiglia «è ti­tolare di specifici diritti», i quali sono riconosciuti an­che dalla Dichiarazione uni­versale dei diritti dell’uomo.

 La grande famiglia umana.

 Del resto, prosegue il testo diffuso ieri, «non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stia­mo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle». Siamo tutti figli di Dio, «supremo Principio» su cui «possono essere poste le premesse per l’e­dificazione di un’umanità pacificata». Questa grande famiglia umana ha per casa la terra. Il Papa, dunque, esorta ad aver cura dell’am­biente, senza che perciò «la natura materiale o animale» venga considerata più importante dell’uomo». Ripartire i costi di questa tutela, as­sumere impegni e decisioni comuni, dialoga­re evitando l’unilateralismo, fare attenzione
alle «gestione delle risorse energetiche del pia­neta, rivedendo gli elevati standard di consu­mo dei Paesi ricchi, evitare sprechi e non ap­piattire l’economia alle «crude leggi del gua­dagno che possono risultare disumane» sono le raccomandazioni contenute nel testo.
 Il problema delle armi.
Il Papa lancia un for­te appello per lo «smantellamento progressi­vo e concordato delle armi nucleari esistenti» evidenziando «il pericolo che si moltiplichino i Paesi detentori dell’arma nucleare». A questo proposito il cardinale Martino, durante la con­ferenza stampa, ha notato: «La spesa militare del 2006 è stata pari a 1.204 miliardi di dollari. E nel nel decennio 1997-2006 c’è stato un au­mento medio del 37%». Quanto ai venti guer­ra Usa-Iran, il porporato, in risposta a una do­manda, ha aggiunto: «Le minacce di guerra so­no solo parole, ma fanno male all’atmosfera in­ternazionale perché possono generare preoc­cupazione e portare alla produzione di nuove armi. Il disarmo oggi, infatti è lungi dall’esse­re raggiunto». Disarmo che, ha concluso mon­signor Crepaldi, «farebbe un grande bene alla pace, dal momento che le armi sono le vita­mine con cui si alimentano le guerre».
 Tra i punti salienti del testo del Papa, presentato ieri dal cardinale Martino e dal vescovo Crepaldi, il riarmo nucleare, la tutela dell’ambiente, il saccheggio delle fonti energetiche dei Paesi poveri

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“Aspettando Natale” uno spettacolo senza spettatori.

Posted by gpcorso su 30 dicembre 2007

Ieri sera (sab 29 dic) in piazza Fontana Nuova c’era un palco come quelli dell’estate misilmerese. Si aspettava un grande evento musicale o teatrale. Alle 22 inizia uno spettacolo nell’ambito delle manifestazioni per il natale. Spettatori “zero”. Pochissimi intimi, forse una decina. Peccato. Ci chiediamo se questo tipo di spettacoli sopratutto in questo periodo non fosse opportuno realizzarlo al chiuso e in un orario più accessibile, possibilmente nel pomeriggio e non in serate in cui la gente si riunisce in famiglia per giocare. Spreco di soldi? Pensiamo di si. A proposito: quando sarà smontato il palco?

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Appalti, pizzo e uomini da uccidere

Posted by gpcorso su 27 dicembre 2007

cron_11898143_00560.jpgPALERMO – C’è tutto l’universo mafioso, dal 2000 ai giorni nostri, nell’archivio segreto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, arrestati il 29 novembre. Erano loro che, insieme a Matteo Messina Denaro (boss ancora latitante) avevano preso il potere in Sicilia dopo l’arresto dei capi di Cosa Nostra, prima Bernardo Provenzano e poi Nino Rotolo. E quella che emerge dalle carte sequestrate nel loro covo, centinaia di pizzini, lettere e appunti, è una vera e propria mappa globale di Cosa nostra.

È una documentazione voluminosissima. Oltre mille pagine che gli investigatori antimafia stanno ancora decifrando e che Repubblica ha potuto vedere in anteprima. Dentro c’è tutto. Gli affari di Cosa nostra, dalle sale Bingo nel nord Italia ed in Sicilia alle sorgenti d’acqua nell’isola ed in Calabria, al traffico di cocaina con il sud America gestito con la ‘ndrangheta. E poi i nomi di tutti gli uomini d’onore, tutti gli appalti pubblici e privati, dai lavori all’aeroporto di Palermo, a quelli degli ospedali, delle caserme, della metanizzazione, della metropolitana, dei lavori al tribunale. C’è poi la mappa del pizzo di tutta la città di Palermo (centinaia di imprenditori, commercianti, artigiani, anche parrucchieri e pescivendoli) che pagavano con cadenza mensile o annuale. E ancora gli interessi del clan Lo Piccolo nel Palermo Calcio, dagli appalti per la costruzione del nuovo stadio alle scelte degli allenatori per squadre minorili.

Non mancano resoconti, timori e richieste di pareri sulla vita ed i contrasti interni a Cosa nostra, con le lettere di Provenzano, Rotolo e Messina Denaro, impegnati a placare la guerra in corso all’interno dei clan catanesi, e i ricorrenti accenni al problema degli americani, i membri del clan Inzerillo fuggiti all’estero durante la guerra degli anni ’80 e intenzionati a rientrare in Sicilia. Vicende sfociate nella crisi di Cosa nostra, decimata dalle operazioni di polizia e carabinieri, con i boss superstiti in grosse difficoltà. “Ormai siamo rimasti in tre” scriveva Provenzano – prima di venire catturato – in una lettera a Lo Piccolo, alludendo a loro due e a Messina Denaro.


I BOSS E I SERVIZI SEGRETI
I Lo Piccolo avevano sempre informazioni di prima mano, sapevano anche chi erano i “confidenti” dei servizi segreti. “Sono due fratelli e sono in contatto con i servizi segreti di Roma e Palermo, diciamo che sono rapinatori, uno si chiama… abita… e vive… l’altro si chiama..” comunica un uomo di fiducia del boss.

Lo Piccolo veniva informato anche di chi entrava ed usciva dal carcere, segnalando quelli che dovevano essere “astutati” cioè spenti, uccisi. Come quando uscì dal carcere Nicola Ingarao, ammazzato subito dopo dal clan Lo Piccolo. I boss avevano inoltre tutte le schede relative alle persone che in un modo o in un altro dovevano essere “avvicinate” per la tangente sugli appalti, sulla costruzione dei grandi ipermercati. Ma anche per l’apertura di un panificio o di una officina meccanica. Insomma un controllo capillare.

I CONTI DI COSA NOSTRA
Tutto veniva registrato nei libri contabili di Cosa nostra, tutte le entrate e le uscite, gli incassi del pizzo e le spese per gli stipendi ai mafiosi (dai 5mila ai 3mila euro per i capi, poco meno per i picciotti) ai carcerati, agli avvocati. Ma anche pizzini e lettere su fatti intimi dei Lo Piccolo, dagli amori (soprattutto del figlio Sandro che, latitante, intratteneva una serie di relazioni), alle ricette di cucina. Gli affari principali dei Lo Piccolo che agivano anche per nome e per conto di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, erano o sono sparsi in tutta la Sicilia. Tutte le imprese che appaltavano lavori pubblici, anche quelle che venivano “da fuori” e che realizzavano opere a Palermo, erano tutte “avvicinate”. Gli uomini di Lo Piccolo avevano anche le “gazzette” degli appalti e per ognuno di loro individuavano il titolare dell’impresa il titolare dei lavori e gli “amici” che dovevano avvicinarli. Per esempio quello della metropolitana che congiunge Palermo con Carini, vicino l’aeroporto di Punta Raisi.

UN SUPER CENTRO BENESSERE
“Altro lavoro per la metropolitana – scrivevano a Lo Piccolo – che va da Roccella a Carini, il lavoro l’ha preso una ditta di Torino che ha sede per il cantiere a Palermo. Questi amici mi dicono che ci possono arrivare con il capocantiere che è catanese. Fratello ditemi voi come mi devo comportare…”. Chi scrive è un “cugino” di Lo Piccolo che controlla i “lavori”, anche quelli degli uomini d’onore che intendono riciclare in altre attività il denaro sporco. Tra i progetti del clan c’era anche la realizzazione di un centro benessere di cinque piani. “Carissimo… per quelli che stentano a pagare abbiamo già provveduto con l’attak… Per il lavoro all’ospedale civico faremo sapere al nostro uomo il nominativo a cui rivolgersi… La settimana scorsa mi sono incontrato con… ed abbiamo il progetto di realizzare un centro benessere a cinque piani, con parruccheria, centro estetico, piscina ed altri reparti e sarebbe tutto convenzionato, anche se c’è lo zampino di quel crasto (montone, ndr) di dottor…. Vorrebbero affidarlo direttamente a me. Comunque valuta tu la cosa e poi mi fai sapere”.

IL BUSINESS DEL PIZZO
Un altro business di Cosa Nostra, che faceva entrare nelle casse dei Lo Piccolo milioni di euro erano la gestione capillare del toto nero, del lotto clandestino e il pizzo a tappeto su imprenditori, commercianti. A Mondello, per esempio, nota località balneare a due passi da Palermo, pagavano quasi tutti. Locali celebri inseriti nelle guide dei ristoranti, trattorie, gelaterie, parrucchieri, pub. Anche i cantieri navali Motomar.
E al pizzo non sfuggiva neanche il settore “sportivo”. Pagavano il bowling, l’ippodromo, la piscina comunale, il palazzetto dello sport e tutte le ville e palazzi dove si svolgono convegni e congressi. La situazione non è diversa nel centro di Palermo dove pagavano anche notissimi commercianti e leader dell’abbigliamento in genere. Come le concessionarie Bmw a Palermo e la catena dei negozi Giglio, Bagagli e Visiona. Al pagamento del pizzo non sfuggivano neanche i liberi professionisti, come alcuni architetti e veterinari.

LE MANI SUL CALCIO
Una fitta corrispondenza sequestrata nel covo dei Lo Piccolo è relativa al “Palermo Calcio”. Anche lì Cosa nostra aveva degli infiltrati che erano in strettissimi rapporti con dirigenti della squadra di calcio. “Caro Padrino – scrive un picciotto a Lo Piccolo – volevo aggiornarti sullo stadio: è venuto Pecoraro (responsabile tecnico del settore giovanile del Palermo) dicendomi che l’aveva chiamato Milano (personaggio ritenuto vicino ad ambienti mafiosi, ndr) che voleva andare a parlare con Foschi (direttore sportivo del Palermo, ndr)”. Foschi però aveva dirottato questi personaggi verso Rinaldo Sagramola, amministratore delegato del Palermo e braccio destro di Zamparini. “Milano è sempre agli allenamenti del Palermo e addirittura parte con lo stesso aereo della squadra, come se fosse uno di loro. Foschi e Sagramola gestiscono milioni di euro. Io ti dico queste cose che se tu già sai siamo a posto, in caso contrario vedi tu come devi fare…”.

IL RIENTRO DEGLI AMERICANI
Non mancano, nell’archivio di Lo Piccolo, anche le missive inviate da Provenzano sul caso degli “americani”. I boss Nino Rotolo e Salvatore Lo Piccolo non sono d’accordo sul rientro degli “americani”, i familiari del boss Totuccio Inzerillo, ucciso dai corleonesi, ed investono della vicenda Bernardo Provenzano.

“Io vi prego – scrive Provenzano a Lo Piccolo – di trovare un accordo tutti insieme quelli che siamo fuori e la dove è possibile risolviamo le cose con la responsabilità di tutti… Parenti di Totuccio Inzerillo, Sarino suo fratello sta tornando dall’America per stabilirsi qua, perché dicono che in America se la passa male. Io sono del parere di valutare bene questa situazione. Il mio cuore volesse pace e serenità per tutti, se dipendesse solo da me la vicenda sarebbe risolta, ma dobbiamo creare le condizioni…”.

(da Repubblica 27 dicembre 2007)

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Il cattolico Lucio Dalla: “Quale marxista? Io mi ispiro all’Opus Dei”.

Posted by gpcorso su 27 dicembre 2007

dalla.jpgdi Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Quando l’abito non fa il monaco. E neppure il marxista. Da sempre additato come una delle voci musicali della sinistra, e in particolare del comunismo, l’artista Lucio Dalla racconta in esclusiva la sua verità a ‘Petrus’.

Maestro, Lei per anni ha partecipato ai Festival dell’Unità e ai raduni comunisti. A Settembre, invece, si è esibito alla cattolicissima ‘Agorà dei Giovani’ di Loreto. Sarà mica stato folgorato sulla via di Damasco? “La ringrazio per l’opportunità che mi dà per sfatare questa leggenda: non sono mai stato né marxista, né comunista. Se mi sono esibito alle manifestazioni di sinistra è perché sono un professionista: gli organizzatori mi hanno pagato ed io ho cantato. Punto. Non credo che un cattolico – perché io tale sono – debba rifiutare le offerte che gli vengono fatte solo per una questione ideologica. Detto ciò, reputo che il marxismo, come ha sottolineato il Papa nella sua ultima Enciclica, contenga alcuni elementi in comune con il cristianesimo, anche se ha fatto, sbagliando, un mito dell’economia. La pancia piena non è il solo traguardo possibile per l’uomo, che ha il diritto di esprimere liberamente le sue idee e le sue credenze religiose”.

Si racconta che Lei sia una sorta di ‘maniaco della perfezione’ nel lavoro.“E’ così. Io credo nella ricerca del bello, nella santità e nella mistica del lavoro, che poi vuol dire santificarsi per mezzo della propria professione”.

Una logica che coincide con quella di San Josemarìa Escrìva, il fondatore dell’Opus Dei…“Esatto. Sa, apprezzo molto questo Santo”.

Lucio Dalla cattolico e devoto dell’Opus Dei: chi l’avrebbe mai detto?“Che c’è di male? Trovo il messaggio di San Josemaria di straordinaria attualità. Il Santo spagnolo non faceva del lavoro un idolo, ma affermava che qualsiasi attività, anche la più semplice, deve essere eseguita con scrupolo, professionalità e dedizione. Così ci si santifica nel lavoro e si santifica il lavoro”.

Ci parli di qualche altro segno distintivo del Dalla credente.“Certo. Reputo l’aborto, ad esempio, una cosa negativa. La vita va difesa sempre e comunque, dal suo momento inziale sino alla fine naturale. Personalmente, nell’esistenza di tutti i giorni, anche attraverso la mia affiliazione all’Opus Dei, cerco di contrastare ogni forma di ateismo e di secolarismo, fenomeni che, lamentabilmente, mortificano purtroppo i nostri tempi”.

Ci parli della Sua visione di Dio…“La ricerca del divino e della trascendenza fanno parte della natura umana. Nessuno può impedire all’uomo di aspirare al divino, al trascendente. Dio è in ogni luogo, nel volto degli uomini, nel sorriso di un bambino,anche in una canzone ben eseguita”.

Ha letto l’Enciclica del Santo Padre sulla Speranza: che impressione Le ha fatto?“L’ho trovata ineceppibile. Papa Benedetto XVI ha dimostrato ancora una volta di essere un grande e fine intellettuale. Qualche ‘bello spirito’ vuol farlo passare per nemico della ragione, ma il livello della sua catechesi è così elevato da sfuggire a quelle menti che ricercano, nel mondo attuale, solo l’insulto. Il Papa afferma, saggiamente, che fede e ragione devono e possono essere amiche e che non sono affatto categorie contrapposte. Io la penso come lui”.

Se dovesse dedicare una canzone al Pontefice, quale sceglierebbe?“Senza dubbio la mia ‘Inri’, nella quale si parla di due angeli, uno che rappresenta il bene, l’altro che rappresenta il male. Dio, nella sua perfezione, ha creato il concetto di libertà. La libertà, però, non rappresenta un arbitrio, ma implica la responsabilità. Ognuno può scegliere tra bene e male, e Dio non lancia anatemi. Alla fine giudicherà nella sua infinita misericordia, e sarà giudice sì severo ma buono. La salvezza è alla portata di tutti. Molti si chiedono, ed è spesso causa di crisi della fede: come è possibile la presenza del male nel mondo? Le sofferenze servono a forgiare e fortificare la nostra fede. Oserei dire che certe volte il male è necessario. Del resto, il diavolo nel deserto ha tentato Gesù, che seppe resistere dandoci un altro grandissimo esempio di fortezza davanti alle tentazioni”.

Sappiamo che Lei si interessa anche di dialogo interreligioso…“Sì, e lo ritengo necessario, a condizione di non perdere la propria identità”.

Da addetto ai lavori, che ci dice del canto gregoriano?“Solo gli ignoranti lo possono screditare. Rappresenta un patrimonio della nostra storia. E poi a me piace anche la Messa tridentina per la sua ricchezza di spiritualità. Bene ha fatto il Papa a liberalizzarla”.

Maestro Dalla, per terminare: l’Italia può avere speranza in un futuro migliore?“Guai a vivere senza speranza. Ma ognuno deve fare attivamente la propria parte senza rassegnazione”.

da http://www.papanews.it

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Uccisa Benazir Bhutto.

Posted by gpcorso su 27 dicembre 2007

epa27y50x_20071227.jpgLa leader dell’opposizione pakistana era a Rawalpindi per un comizio. Un kamikaze l’ha colpita prima con spari alla testa e poi si e’ fatto esplodere. Almeno 35 i morti, tra loro forse altri tre leader del Partito del Popolo. Sospetti su un leader taleban. Sharif: porteremo avanti la ‘guerra’ dei pachistani. Gli Usa condannano l’assassinio

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Mez…za giornata!

Posted by seby91 su 27 dicembre 2007

mez11.jpgmez2.jpgUn esercente misilmerese comunica in questo modo il suo orario di lavoro durante le feste natalizie. Il 25 è chiusura totale ma il 26 è proprio MEZ…za giornata! Non ce ne voglia l’esercente…stiamo scherzando. Speriamo che i lettori ci segnalino altre stranezze e curiosità della nostra cittadina.

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Il castello “ingabbiato”.

Posted by seby91 su 27 dicembre 2007

castello-dellemiro-misilmeri.jpgEcco le prime foto del Castello dell’Emiro “ingabbiato” dai ponti e dalle impalcature del restauro. Sembra che i lavori procedano per il meglio e molto velocemente. Speriamo che, con quest’opera, il nostro monumento cittadino ritorni almeno ad una buona condizione. Non ci resta che aspettare! 

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La palestra di Costa Principe: una vergogna.

Posted by gpcorso su 26 dicembre 2007

img_4155-mn.jpgimg_4157-ins.jpgCi stiamo abituando a vedere una vergogna che dura da circa venti anni. La palestra coperta che doveva sorgere nel sito del vecchio campo sportivo. Oggi è un rudere, un ammasso di ferri arruginiti, lasciati pericolosamente incustoditi. Quando si metterà fine a questa vergogna? 

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Qualità della vita, la provincia di Palermo è al 92° posto. An lancia un sondaggio.

Posted by gpcorso su 26 dicembre 2007

arcobasso_thumbnail.jpgL’Osservatorio provinciale di Alleanza Nazionale ha avviato un sondaggio online per studiare il grado di soddisfazione dei cittadini sulla qualità della vita nella provincia di Palermo. Il quesito è rivolto a tutti i cittadini della provincia. Rispondere è semplicissimo, basta collegarsi a http://www.anqualita.tv e compilare il modulo interattivo. Gli interessati possono anche commentare l’iniziativa  e lasciare i propri suggerimenti. Il sondaggio si chiuderà il 15 gennaio e sarà utilizzato per orientare l’attività degli amministratori locali.
 
“La provincia di Palermo rispetto a 12 mesi fa ha fatto qualche progresso, come dimostra anche la ricerca de Il Sole 24ORE, ma resta tanto da fare – spiega Alessandro Arcobasso (nella foto), responsabile dell’Osservatorio – specie sotto il profilo occupazionale, visto che in quest’area di valutazione siamo al 94° posto”. Il resoconto dell’indagine sulla qualità della vita nel 2007 è consultabile su www.anqualita.tv.
 

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Apre un pub a Misilmeri

Posted by gpcorso su 26 dicembre 2007

img_4019.jpgSwing Pub, musica, panini, birra, the, cioccolata, eleganza e tanta tanta simpatia e accoglienza nel nuovo pub inaugurato a Misilmeri in Corso Vittorio Emanuele. Auguri a Marco, Lorena, Alessandro e Luisa.

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Presepe vivente a Misilmeri

Posted by gpcorso su 26 dicembre 2007

pre32.jpgGiunge alla V^ edizione il presepe vivente organizzato dall’associazione San Francesco e che si potrà visitare oggi e il 6 gennaio.

Il presepe si animerà in tutto il quartiere San Francesco di Misilmeri.

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Non è questione di dettagli.

Posted by gpcorso su 25 dicembre 2007

Questa storia inizia in prossimità della solennità del “Corpus Domini” in una delle parrocchie della nostra cattolicissima Italia:-                                                         

                                                           Il parroco preparava con cura meticolosa 
                                                       le manifestazioni esterne della sua parrocchia.
                                                       Soprattutto la processione del Corpus Domini.
                                           Voleva che la festa fosse un vero avvenimento per il paese.
                                            Tre mesi prima della data, radunava un apposito comitato 
                                                                 e organizzava i gruppi di lavoro.
                                                  Il giorno della festa tutto il paese era mobilitato.
                                         Alle dieci e trenta in punto la processione cominciò a snodarsi.
                                           I chierichetti con i candelabri, i paggetti nei costumi colorati, 
                                          le bambine con il vestito bianco che spargevano petali di rosa, 
                                               i giovanotti della società sportiva con le tute gialle e blu,
                                       gli uomini e le donne delle confraternite con gli stendardi colorati ,
                               poi L’Azione Cattolica, i ragazzi dell’Oratorio, la gente, la banda musicale.
                                                                    Una processione magnifica!
                                                                            Una grande festa!
                                                      Quando la banda intonò il pezzo più solenne,
                                       dal portale della chiesa usci lentamente il baldacchino dorato, 
                                                                sorretto da quattro baldi giovani.
                                                        Sotto il baldacchino, procedeva il parroco, 
                                                                rivestito del piviale più prezioso,
                                 che reggeva il pesante ostensorio d’oro tempestato di pietre preziose.
                                                                Improvvisamente il viceparroco, 
                                                                che accompagnava i chierichetti,
                                                    si avvicinò allarmato al parroco e gli sussurrò:
                                                    “Monsignore , nell’ostensorio non c’è l’ostia!”.
                                                                      Il parroco ribatté seccato:
                                                         “Non vedi a quante cose devo pensare?
                                                         Non posso occuparmi anche dei dettagli!”.
                                                                               Oggi è Natale.
                                                                        Sarà una grande festa!
                                                                          Ma chi festeggiamo?
                                                   Nella nostra tavola imbandita (e nel nostro cuore), 
                                                               ci sarà un posto per il festeggiato?
                                                  Gesù per tanti, troppi, è diventato solo un dettaglio.
                                       Per questo motivo, probabilmente, al di là delle luci, delle risate,
                                              degli auguri di circostanza, dei pacchi dono e dei cenoni,
                                                                  per molti, sarà un Natale triste.

E’ ora che noi cristiani ci spogliamo dei vecchi abiti e ci vestiamo delle vesti di”figli di Dio”secondo la volontà del “PADRE CELESTE”,solo allora potremmo dire:-Gesù è nato nella mia Comunità,nella mia Casa,dentro me.                                                                              

Grazie Signore-Gesù 

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Misilmeri News Vi augura un Santo e sereno Natale.

Posted by gpcorso su 23 dicembre 2007

william-adolphe_bouguereau_281825-190529_-_song_of_the_angels_28188129.jpg

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Presepe al Cuore Immacolato di Maria.

Posted by gpcorso su 23 dicembre 2007

presepe-sedil-dominova0011.jpgI ragazzi dell’Azione Cattolica del Cuore Immacolato di Maria hanno realizzato un artistico presepe. Le offerte saranno devolute in beneficienza. Gli orari delle visite al presepe sono 18,00 – 21,00. Il Presepe si trova proprio di fronte la Chiesa.

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Certificati on-line dal Comune.

Posted by gpcorso su 23 dicembre 2007

homecittadino0353x0235.jpgE’ possibile, da oggi, chiedere on-line ogni tipo di certificato dal Comune di Misilmeri.

Collegati a questo link per saperne di più http://www.comune.misilmeri.pa.it/cert_online.pdf

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Parlacolsindaco.

Posted by gpcorso su 20 dicembre 2007

badami.jpgParlacolsindaco è una iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale di Misilmeri perconsentire a tutti i cittadini di parlare on-line con il Sindaco.
Due giorni la settima, il martedì ed il giovedì, il Sindaco
riceverà on line tutti i cittadini che ne faranno richiesta. L’incontro può vertere sia su questioni di natura personale che su fatti rilevanti per l’intera collettività.
Per partecipare all’iniziativa è necessario installare il software SKYPE ed ottenere un indirizzo personale. L’autorizzazione al colloquio deve essere indirizzata alla seguente casella parlacolsindaco@comune.misilmeri.pa.it e contenere i seguenti dati personali:
nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono, al fine di consentire la
verifica dell’identità dei richiedenti.
Lo Staff preposto provvederà a comunicare le modalità, la data e l’ora in cui sarà
possibile incontrare on line il Sindaco.

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Si presenta un libro sul Castello dell’Emiro

Posted by gpcorso su 20 dicembre 2007

716-03-51-40-6937.jpgOggi pomeriggio alle 17 presso il palazzo comunale sarà presentato il libro IL CASTELLO DI MISILMERI, origini, storia, restauro, riqualificazione.

A questo link ulteriori notizie http://www.comune.misilmeri.palermo.it/cast_emir.pdf

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