Misilmeri News

Notizie del comprensorio misilmerese.

Archive for agosto 2007

Ricordando Padre Francesco Belluzzo.

Posted by gpcorso su 31 agosto 2007

Un mese fa, il 1° di agosto, arrivava per noi comuni mortali, una notizia sconvolgente: padre Francesco Belluzzo, è morto.

Lui, che tanti di noi ha generato nella fede, ha aiutato ad aprire gli occhi dell’anima, nel panorama di Dio, non è più tra noi. Il pianto e la tristezza, normale per noi comuni mortali, a poco a poco si sono tramutati in profonda pace, in serenità spirituale, in forza che ti rinvigorisce perchè, non sono, non siamo più lontani ma estremamente vicini, una vicinanza che puoi solo sentire dentro e non spiegare. Da quel giorno lo sento accanto ed è la mia forza perchè lui racconta a Dio le mie necessità ed io sono sereno. Ciao Francesco, continua a proteggermi, a proteggerci.

Padre Francesco è nato ad Altissimo il 21-07-1949 da papà Luigi e mamma Marcella. Quando era ancora piccolo la sua famiglia si è trasferita a Roma nei pressi del Divino Amore e nel 1963 è entrato nel seminario dei padri vocazionisti. 

Nella Parrocchia dei Sacri Cuori in Cavalleggeri d’Aosta in Napoli, ultima “casa” terrena di Padre Francesco Belluzzo, sabato 1 settembre, alle ore 19.00 verrà celebrata la messa per il trigesimo di P. Francesco.    Alle ore 17 messa di trigesimo alla chiesa di Pomara (Villabate).

Ti rimando al post https://misilmeri.wordpress.com/2007/08/05/e-morto-padre-francesco-belluzzo/

 

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Quanta acqua sciupiamo a Misilmeri?

Posted by gpcorso su 31 agosto 2007

Misilmeri – Oggi assisto ad una scena: compro il giornale in edicola e mi siedo in macchina per cominciare a leggere le prime notizie. Dall’edicola esce un signore, in abiti estivi e che mi fa pensare subito che non è un “paesano”, anche per l’accento. Forse qualcuno ospite di nostri concittadini o forse un villeggiante. Si ferma davanti l’edicola e guarda con insistenza una donna poco più in là intenta a lavare davanti la porta con un lungo tubo di gomma “appizzato” al rubinetto del contatore dell’acqua; lava ogni cosa, lava tutto il suo marciapiede, quello della signora accanto, quello di fronte, acqua per tutti, per le piante e gli aberi piantati lungo il corso, e poi una spruzzatina pure sulla strada quanto non si alza la polvere e… acqua, acqua. A me non ha fatto impressione – ormai ci siamo abituati – ma al signore “del nord” una tale scena fa impressione ed allora ho riflettuto pure io. Quanta acqua sprechiamo inutilmente? Forse non la paghiamo! Ed ecco tanti bravi uomini che si lavano la macchina davanti la porta ma è più grave quando “appizzano” pure loro la pompa dell’acqua alla fontanella pubblica e lavano con detersivo e “sciampo”. E cati d’acqua che buttiamo dalle finestre e dai balconi, incuranti anche di chi sta passando giù. Nessuno controlla.

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Antiche foto di Misilmeri. Ai lettori del blog: inviatele.

Posted by gpcorso su 29 agosto 2007

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Un gruppo di amici posa davanti la chiesa del collegio.

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Via Roma, all’altezza di Piazza Fontana Nuova, innevata.

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70 anni fa! Seconda elementare 18/12/1937. Chi sono?

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Piazza Comitato innevata.

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C’era una volta il Bar Centrale dei fratelli Benigno in Piazza Comitato. Chi riconoscete?

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Da Medjugorie un appello a noi… E dalla stampa un attacco a Madre Teresa (articolo di Antonio Socci).

Posted by gpcorso su 27 agosto 2007

Il messaggio della Madonna del 25 agosto dice:
“Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinché per voi la preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinché Dio non diventi sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
L’umanità di chi ha incontrato e abbracciato Cristo affascina e attrae. I santi affascinano e attraggono. Ha scritto René Bazin: “Anche i non credenti hanno tal bisogno di santità che corrono ad essa appena in qualche modo si manifesti”. E’ stato così per Padre Pio, per Giovanni Paolo II, per Madre Teresa di Calcutta. Per questo periodicamente le forze avversarie cercano (ma invano) di oscurare la luce di quei volti. Talvolta anche utilizzando degli errori di ecclesiastici…PERCHE’ SI CERCA DI ATTACCARE MADRE TERESA ?

di Antonio Socci

Uno scoop che fa sorridere. Il settimanale “Time” lo anticipa e subito i giornali italiani gli vanno dietro. Prima pagina del Corriere della sera di ieri: “I tormenti di Madre Teresa: non trovo Cristo. Mezzo secolo di dubbi sulla fede”. Prima pagina della Stampa: “Teresa, la santa che dubitava di Dio”. Parrebbe clamoroso. In realtà la notizia è stravecchia e così è pure presentata a rovescio. Personalmente dedicai a questa straordinaria vicenda una puntata di “Excalibur” nel dicembre 2002 e non su una tv locale, ma su Rai 2, in prima serata, davanti a circa 3 milioni di telespettatori. Si parla di 5 anni fa. Dunque la notizia di ieri non è proprio freschissima…

Erano ospiti in studio un giovane indiano che, da bimbo abbandonato, era stato raccolto su una strada di Calcutta da Madre Teresa e da lei “adottato” e cresciuto come un vero figlio naturale. C’era poi Elisabetta Gardini, un missionario, padre Piero Gheddo, che era stato amico della suora. E c’era infine Saverio Gaeta, il giornalista che aveva appena pubblicato “Il segreto di Madre Teresa” (Piemme) il cui sottotitolo recitava: “Il diario e le lettere inedite dei colloqui con Gesù riportati alla luce dal processo di beatificazione”.

Adesso il libro che sta uscendo, “Come be my light”, torna sulla vicenda, ma non alza i veli su un “lato sconosciuto” della suora, come annuncia il Corriere, perché la cosa era nota. “La Stampa” titolando sulle “lettere segrete” mette in evidenza un brano (“il sorriso è una maschera o un mantello che copre ogni cosa”) che si trova già, ed espresso meglio, a pagina 95 del libro di Gaeta: “Il mio sorriso è un grande mantello che copre una moltitudine di dolori”.

Perché dei giornali importanti lanciano come scoop, come “lato sconosciuto della missionaria di Calcutta”, qualcosa su cui si discute da anni? Escludo che sia un caso di provincialismo. Escludo pure che non conoscano le buone regole del giornalismo che impongono di fare verifiche e di presentare un fatto con cognizione di causa. Ha prevalso forse un certo scandalismo estivo a buon mercato: la più celebre santa dei nostri tempi che sembra dire di non credere in Dio è ritenuta cosa divertente dal circo mediatico che ha ridotto il mondo a pettegolezzo. E questo spiega qualche superficiale tendenziosità dei giornali (si presenta Madre Teresa come una che diceva una cosa e ne sentiva un’altra). Taluno, in casa cattolica, denuncerà l’emergere qui della nota ostilità ideologica contro la Chiesa. Dirà che si è voluto dare un colpo pesante a una santa che è un simbolo del cattolicesimo per milioni e milioni di persone. Può darsi. Ma francamente dovrebbero dare qualche spiegazione anche gli ecclesiastici che hanno pubblicato un simile libro con questo lancio mediatico che non rende giustizia a Madre Teresa. Sarà stata ingenuità, ma la suora così è finita nel tritacarne scandalistico.

Al contrario il libro di Saverio Gaeta, che pure rese noti per primo i brani delle lettere sulla “notte oscura”, partiva anzitutto dalla rivelazione degli eventi soprannaturali che hanno dato inizio alla missione di Madre Teresa che, altrimenti, sarebbe del tutto inspiegabile (lei infatti era già una suora missionaria in India: insegnava in istituti per figlie delle famiglie facoltose). Le accadde dicevamo l’irruzione di Cristo nella sua vita. Si trattò di locuzioni interiori, cioè delle voci percepite di Gesù e di Maria e di almeno due visioni. Senza questo sensazionale antefatto non si comprende la “notte oscura”.

Dunque è il 1946 quando la giovane suora missionaria percepisce chiaramente questa voce dolce, appartenente a Gesù, che le dice: “Desidero suore indiane, vittime del mio amore, che siano Maria e Marta, che siano talmente unite a me da irradiare il mio amore sulle anime. Desidero suore libere, rivestite della mia povertà della Croce; desidero suore obbedienti, rivestite della mia obbedienza della Croce; desidero suore piene di amore, rivestite della carità della Croce. Rifiuterai di fare questo per me?”.

La Voce comincia a farsi sentire dal 10 dicembre 1946, “innanzitutto nei dieci giorni di ritiro spirituale che la religiosa trascorre nel convento di Darjeeling” scrive Gaeta “e poi per buona parte del 1947, la Voce si manifesta con sempre maggiore chiarezza. Gesù Cristo in persona le chiede la disponibilità ‘a lasciare tutto e a raccogliere intorno a sé alcune compagne per vivere la Sua vita, per svolgere il Suo lavoro in India’. E’ l’inizio di un serrato dialogo”.

Suor Teresa è chiamata da Gesù a lasciare il suo ordine e ad andare a vivere come i più poveri fra i poveri. Gesù le indica perfino il nome dell’opera che deve costruire: “Desidero suore indiane, Missionarie della Carità, che siano il mio fuoco d’amore tra i più poveri, gli ammalati, i moribondi, i bambini di strada. Voglio che tu conduca a me i poveri, e le suore che offriranno le loro vite come vittime del mio amore condurranno a me queste anime”. Ed ancora Gesù le dice: “Hai sempre affermato: ‘Fai di me ciò che vuoi’. Ora voglio agire. Lasciami fare, mia piccola sposa, mia piccola cara. Non temere, io sarò sempre con te. Tu soffrirai e stai soffrendo anche ora, ma se sei la mia piccola sposa – la sposa di Gesù Crocifisso – dovrai sopportare questi tormenti nel tuo cuore. Lasciami agire, non respingermi. Confida in me con amore, confida in me ciecamente”.

E infatti – dopo queste straordinarie grazie mistiche – Madre Teresa sarà attesa da 50 anni di aridità spirituale, di notte oscura (quella di cui dicevamo all’inizio), salvo brevi parentesi di sollievo. Chi può dire quale senso di abbandono e di buio sperimenti un’anima quando deve tornare nel mondo dopo essere stata abbracciata dalla bellezza di Dio stesso? E’ il sentirsi respinti e abbandonati da Dio, una sensazione drammatica che anche padre Pio descrive in tante sue lettere giovanili. E’ la “notte oscura” che hanno sperimentato anche gli altri mistici. Perché quando l’immedesimazione con Gesù Cristo raggiunge quelle vette, insieme ai doni soprannaturali della sua presenza e della sua bellezza, percepite in modo tangibile, Dio fa sperimentare anche il buio e la croce che visse Gesù.

Vuole infatti che le anime da lui privilegiate somiglino in tutto al Figlio. Se ne rende conto la stessa Madre Teresa quando scrive: “Per la prima volta in questi undici anni ho cominciato ad amare l’oscurità. Perché ora credo che essa sia una parte, una piccolissima parte, del buio e del dolore vissuto da Gesù sulla terra. Oggi ho davvero sentito una profonda gioia, perché Gesù non può più vivere direttamente l’agonia, ma desidera viverla attraverso di me. Mi abbandono a lui più che mai. Sì, più che mai sarò a sua disposizione”.

Questa è la fede eroica per cui Madre Teresa è stata elevata agli onori degli altare. Paradossalemnente la vicenda è un’occasione preziosa per riflettere sul cristianesimo. Che non è affatto un’attività sociale o umanitaria, né un sistema astratto di dottrine e di morale, né un ragionamento umano o una civiltà, né un insieme di riti o sentimenti. Ma è l’incontro con una persona, Gesù Cristo, che sceglie e chiama, senza alcun nostro merito. E’ l’appassionata e drammatica storia d’amore con lui, che si manifesta in modalità speciali nella vita dei mistici. Per tutti però il cristianesimo è l’avventura più straordinaria, perché attraverso questo cammino Dio divinizza le creature umane che gli dicono liberamente “sì”. Questo infatti è lo scopo della creazione (anche il nostro corpo sarà divinizzato). S. Agostino ha scritto: “Colui che era Dio si è fatto uomo, facendo dèi coloro che erano uomini”. E questa trasformazione, che s’intravede già nei santi, regala una felicità senza fine già sulla terra, ma passa sempre attraverso il Getsemani e la Croce. Anche per Madre Teresa.

Da “Libero”, 26 agosto 2007

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Antichi lavatoi: vandalismo e incuria. Chi ci pensa?

Posted by gpcorso su 25 agosto 2007

MISILMERI – Dopo la news sul Castello proponiamo quella sugli antichi lavatoi. E’ veramente penoso vedere il degrado dei nostri monumenti. Oltre alle scritte sui muri, qui regna anche la sporcizia? La domanda rimane la stessa: chi ci pensa? Ci vediamo alle prossime foto. Purtroppo…img_1016.jpg

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…è la chiesetta di San Giusto… Speriamo!

Posted by gpcorso su 25 agosto 2007

MISILMERI – Sembra un pacchetto regalo (mal confezionato) ma in realtà è la chiesetta di San Giusto, finalmente arrivata, dopo tanto tempo, al restauro. Speriamo che ritorni al suo “splendore”, almeno a riutilizzarla come una volta. Ricordo la messa ogni domenica celebrata da padre Garziano; il santo rosario del mese di maggio con tutte le donne del quartiere richiamate dall’inconfondibile suono della campanella. E le serate estive, quando i ragazzi si spingevano, per una passeggiata, fino a San Giusto (allora erano le ultime case del paese), e si soffermavano a riposare un po’ alla “cappella di San Giusto”.

Speriamo che con il restauro si possa ritrovare il ricordo di un tempo. Temo solamente che con quarantamila euro si possa fare ben poco. Mah, speriamo

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San Giusto, patrono di Misilmeri

Posted by gpcorso su 21 agosto 2007

All’inizio del sec. XVII, in Sardegna come a Roma, si sviluppò un’intensa campagna di scavi per portare alla luce i resti dei primi martiri Cristiani. Presso l’Archivio arcivescovile di Cagliari si trovano tre manoscritti che raccolgono gli atti di quei ritrovamenti. Tra le reliquie trovate, alcune vennero collocate nel “SANTUARIO DEI MARTIRI”, inaugurato il 27 novembre 1618 all’interno della cattedrale di Cagliari, e altre vennero donate a uomini illustri del tempo perché venissero esposte al culto del pubblico. Di S. Giusto, vissuto nell’età paleocristiana non si possiedono notizie relative alla sua vita terrena. Unica fonte rimangono gli atti notarili del Seicento relativi al ritrovamento della sua sepoltura. Il 26 maggio del 1645, durante gli scavi all’interno della basilica di S. Saturnino, a Cagliari, venne ritrovato un sarcofago di pietra con l’epigrafe:
” S. IVSTVS M. ET SOCII “. Dopo il ritrovamento, le sacre reliquie, furono donate al Signor Don Giuseppe della Matta, appassionato alle ricerche dei “Cuerpos Santos” (Corpi Santi), il quale le inviò in Sicilia alla nipote Donna Antonia Sagara. Questa a sua volta le donò a Donna Maddalena Bazan, prima moglie di Don Francesco del Bosco, principe di Cattolica e duca di Misilmeri. Le reliquie furono ereditate da Don Giuseppe del Bosco,figlio di don Francesco, la cui moglie Donna Tommasa del Bosco e Sandoval le donò solennemente a Misilmeri il 17 maggio 1761. Da qui inizia il culto di S. Giusto,che venne dichiarato patrono della cittadina. Inizialmente le reliquie vennero poste in una cassa lignea argentata con 4 vetri. Si tratta però soltanto di una soluzione sempre provvisoria, per cui nel 1748 venne commissionata la realizzazione di una nuova urna all’ argentiere Palermitano Don Ignazio Richichi. All’interno di questa stessa urna, ancora oggi vengono custodite le reliquie, oggetto di fervida venerazione da parte dei fedeli. La festa di S. Giusto ricorre l’ultima domenica di Agosto. All’inizio della settimana dedicata ai festeggiamenti, un tempo, sfilavano i cosiddetti “palii” (specie di insegne a forma di colomba indicanti i giorni di festa, ogni tre palii era un giorno di festa), accompagnati dalla banda musicale. Durante i festeggiamenti si svolgevano anche le corse dei cavalli, con l’esibizione di cantanti famosi nella piazza principale del paese. Nella chiesa madre, durante la festa, le reliquie di San Giusto vengono solennemente esposte sull’altare e si celebra la Santa messa solenne cantata, con la partecipazione delle autorità civili e militari. Una particolare menzione merita il carro addobbato dove viene collocata l’urna. Al suo passaggio durante la processione, avviene la cosiddetta “volata degli angeli”: due bambini vestiti da angeli, in due balconi situati uno di fronte all’altro e trattenuti in aria da due corde, all’arrivo del santo si posizionano sopra il carro e recitano una poesia. Al termine dei giorni di festa ci sono i giochi pirotecnici eseguiti da ditte locali. L’iconografia,raffigura il santo in abbigliamento militare,ossia cioè del “MILES CHRISTI”, soldato di Cristo, associando alla divisa militare anche la palma, simbolo del martirio .Qualche pittore più recente ha aggiunto alla palma anche il giglio, simbolo di purezza. Un particolare importante nelle varie iconografie è la presenza del paesaggio di Misilmeri con il castello Emiro, simbolo del paese, che fa da sfondo alla figura del santo. Nell’anno 2000, alla figura di San Giusto e alle circostanze storiche del suo ritrovamento e della sua traslazione in Sicilia, Mauro Dadea, Don Giovani Liotta e Maria Concetta di Natale hanno dedicato un libro, dal titolo: S. GIUSTO MARTIRE PATRONO DI MISILMERI, edito sotto il patrocinio dell’ Amministrazione comunale.
Mauro Dadea, archeologo cagliaritano, ha introdotto il volume con uno studio generale su Cagliari e la Sardegna in età Paleocristiana. Il compianto Don Giovanni Liotta, recentemente scomparso, è stato per tanti anni parroco di Misilmeri facendosi promotore di questa rivalutazione del Santo. Alle sue ricerche dobbiamo la riscoperta di tutta la documentazione seicentesca relativa al Santo e la prima ricchissima raccolta delle sue varie testimonianze iconografiche.
La professoressa Maria Concetta di Natale, dell’università di Palermo, si è invece occupata dello studio dell’urna argentea settecentesca.
Si tratta di un volume di grande valore, ormai già esaurito, che pertanto si desidererebbe poter vedere presto ristampato.
(fonte www.santiebeati.it)


 

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Chi amministra il traffico a Misilmeri?

Posted by gpcorso su 19 agosto 2007

Domenica mattina. All’altezza di Piazza Fontana Nuova il traffico è interrotto per una partita di calcetto tra giovanissimi calciatori. E’ bello proporre un sano e meraviglioso sport con i ragazzi e tra i giovani di Misilmeri. Ma perchè organizzarlo proprio in quel posto? Per la precisione il traffico viene chiuso all’altezza del chioschetto dei gelati di Piazza Fontana Nuova dove vengono poste anche le porte del campo. Rimane chiusa tutta la parte che porta verso Piazza Comitato e quindi un buon tratto di Corso Vittorio Emanuele, che non può essere percorsa al contratrio perchè, è noto, c’è il divieto di transito. Gli esercizi commerciali che vanno da Piazza Fontana Nuova a Piazza Antonino Di Pisa sono così penalizzati dal blocco stradale ma ancor di più gli abitanti di quel lungo tratto di strada che non possono accedere alle loro abitazioni.

Il cronista si chiede: ma chi amministra il traffico a Misilmeri? Non sarebbe stato più logico ubicare il campetto sempre in Corso Vittorio Emanuele, nel tratto che va dalla Banca Intesa a Piazza Antonino Di Pisa, così da liberare un lungo tratto del Corso Vittorio Emanuele e con la possibilità di far defluire il traffico anche per la strada che porta alla Posta e alla Scuola Elementare? Appunto… elementare, ma…

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Un morto e quattro feriti al bivio di Misilmeri

Posted by gpcorso su 16 agosto 2007

Un morto e quattro feriti: è l’esito di un grave incidente causato in provincia di Palermo da un 37enne slavo ubriaco, senza patente e già raggiunto da un decreto di espulsione dall’Italia. Nello scontro ha perso la vita un 45enne palermitano che viaggiava con la famiglia. L’immigrato, che ha cercato di darsi alla fuga, è stato arrestato dalla polizia.

L’incidente è avvenuto sulla statale 121 Palermo-Agrigento, all’altezza del bivio di Misilmeri. Milovan Radosavljevic, alla guida di una Fiat Croma, si è scontrato frontalmente con la Fiat Tempra condotta da Giuseppe Zeccone, che viaggiava in direzione del capoluogo siciliano con la moglie e le tre figlie. L’uomo è morto sul colpo, mentre le quattro passeggere sono rimaste ferite in modo non grave.

Dopo l’incidente, Radosavljevic ha abbandonato l’auto e ha cercato di fuggire, ma è stato rintracciato quasi subito dagli uomini della Polizia stradale. Sottoposto al test alcolemico, l’immigrato è risultato positivo con un tasso dell’1,32%, ben superiore al limite di legge di 0,5. Lo slavo, che era senza patente ed era stato già raggiunto da un decreto di espulsione dall’Italia, è stato arrestato e si trova piantonato in ospedale in condizioni non gravi. (dal sito di Repubblica).

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Castello dell’Emiro: vandalismo e incuria. Chi ci pensa?

Posted by gpcorso su 14 agosto 2007

MISILMERI – In un assolato pomeriggio estivo viene voglia di farsi una bella passeggiata a girare per i monumenti e le bellezze paesane. Basta salire al Castello per ammirare un paesaggio straordinario, un panorama meraviglioso che scende giù verso le case e ancor più giù verso la valle dell’Eleuterio. Ma… una sorpresa aspetta il cronista. Un Castello vandalizzato. Anche le bombolette spray colorate sono arrivate fin lassù. Vergona. Vergogna per chi fa queste cose. Vorrei dire a Diego Fabio e Katia – illustri sconosciuti – ma c’è veramente bisogno di deturpare i monumenti in questa maniera per dichiararVi eterno amore? Ma quale amore avrete nella vita se non cominciate a rispettare ciò che avete attorno? E poi… chi amministra perchè non vigila? Vi lascio alle immagini:     

            

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Telescouteuropa visibile in tutto il mondo attraverso internet.

Posted by gpcorso su 13 agosto 2007

MISILMERI – Da qualche tempo è possibile vedere i programmi di Telescouteuropa, l’emittente televisiva misilmerese, attraverso internet e di conseguenza in tutto il mondo collegandosi al sito http://www.mariatv.it/tsetv.html

Una opportunità da sfruttare sopratutto guardando ai nostri conterranei fuori da Misilmeri e all’estero. Trasmettere le manifestazioni culturali, tradizionali, religiose in diretta, farà partecipare e farà vivere i misilmeresi sparsi nel mondo, alle loro radici. 

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E’ morto padre Francesco Belluzzo

Posted by gpcorso su 5 agosto 2007

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Il primo agosto scorso è morto a Pianura di Napoli padre Francesco Belluzzo, sacerdote dei Padri Vocazionisti che dal  ’75 fu vice parroco al “Cuore Immacolato di Maria” e parroco di Portella di Mare. Padre Francesco, ha iniziato il Rinnovamento carismatico a Misilmeri sin dal 1977 e spesso veniva a trovare le comunità. L’ultimo incontro è stato proprio in occasione del trentennale del Rinnovamento carismatico a Misilmeri celebrato con una grande manifestazione alla Madrice, presenti i due gruppi del Rinnovamento di Misilmeri ma anche i gruppi di Portella di Mare, Villabate, Partanna Mondello e Palermo. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Pianura di Napoli.

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