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“Le numerose comunità di immigrati nella nostra città, visibilizzazione concreta del Battesimo di Gesù”. L’Arcivescovo Paolo Romeo invita ad aprirsi ai bisogni degli altri

Posted by gpcorso su 13 gennaio 2008

migrantes-2.jpgmigrantes-1.jpg“L’icona del Battesimo di Gesù si mostra particolarmente significativa in questo giorno in cui nella nostra Chiesa Cattedrale celebriamo la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato. La partecipazione delle numerose comunità di immigrati presenti nella nostra Città, dinanzi al Risorto che li accoglie in questo Tempio, è visibilizzazione concreta di quanto avvenuto nel battesimo di Gesù: l’umanità nuova che in lui ha origine è umanità di fratelli, unica famiglia di figli di Dio, in una varietà che esprime l’universalità della salvezza”. E’ uno dei passaggi più significativi dell’Omelia pronunciata dell’Arcivescovo mons. Paolo Romeo, stamani in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato, trasmessa in diretta televisiva da Rai 1 in mondovisione dalla Cattedrale di Palermo.
“Cristo ci sprona a lasciarci rigenerare dall’azione del Soffio divino – ha proseguito il Presule – e a crescere quotidianamente nel sentirci fratelli fra di noi, nell’aprirci reciprocamente l’uno ai bisogni dell’altro, nell’accogliere, in particolare, chi bussa alla porta del nostro cuore e della nostra società. Mentre si fanno sempre più evidenti i flussi di mobilità che la società globalizzata ci pone dinanzi, il volto del fenomeno migratorio diviene sempre più giovane. Per questo motivo il Santo Padre, Benedetto XVI, nel suo recente messaggio indirizzato in occasione di questa Giornata Mondiale del migrante, si è soffermato sul fenomeno dei “giovani migranti” che, da un lato sono valide risorse intellettuali e umane che, purtroppo, vanno via dai Paesi d’origine, e dall’altro vivono la difficoltà di un pieno inserimento nei Paesi che li accolgono”.
“La nostra presenza attorno all’altare del Signore, nell’unica celebrazione dell’Eucaristia – ha concluso mons. Romeo – sia per tutti noi la vera forza che continui a sostenere e guidare i nostri passi verso il compimento del disegno di Dio sull’umana famiglia. Il Dio della pace e della concordia, che si è fatto per noi accoglienza, ci liberi dai pregiudizi, e ci renda attivamente consapevoli della dignità di figli, riconosciuta in noi e nei fratelli che ci stanno accanto”.
Al termine dell’orazione “post Communio” l’Arcivescovo ha ringraziato per la significativa presenza mons. Piergiorgio Saviola, direttore Generale della Migrantes, e mons. Piero Gabella, responsabile dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti “Auspico – ha affermato – che la forza ricevuta dall’Eucaristia celebrata sproni sempre più a continuare il lavoro svolto e ad aprire nuovi cammini fecondati dallo Spirito”.

da ArcidiocesiNew

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