Misilmeri News

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Archivio per 25 Febbraio 2008

Per mettere una targa…

Pubblicato da gpcorso su 25 Febbraio 2008

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Il giardino dei giusti

Pubblicato da gpcorso su 25 Febbraio 2008

Il giardino comunale di via Alloro 80 è stato intitolato “Giardino dei Giusti”. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale, l’ambasciatore in Italia dello Stato d’Israele Gideon Meir e i rappresentanti della comunità ebraica palermitana.

E’ stato piantumato un albero di carrubo, simbolo di pace, e accanto al carrubo + stata scoperta una lapide in marmo per onorare i “giusti” siciliani”. I giardini si trovano in ogni parte del mondo, per ricordare le persone comuni che hanno cercato di salvare degli esseri umani dalla persecuzione, che si sono opposti ai genocidi o alla cancellazione della loro memoria e verità. 

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Gravina: resti in un pozzo, “sono dei Pappalardi”

Pubblicato da gpcorso su 25 Febbraio 2008

Ansa » 2008-02-25 21:15
 di Clara Zagaria

GRAVINA IN PUGLIA (BARI) – Il soccorso ad un ragazzino di 11 anni, caduto in un pozzo di una casa abbandonata a Gravina in Puglia, ha fatto scoprire in fondo al cunicolo, completamente privo d’acqua, resti umani, che hanno subito fatto pensare ai due fratellini scomparsi il 5 giugno 2005 da Gravina in Puglia, Salvatore e Francesco Pappalardi. “Sicuramente si tratta dei due ragazzini Ciccio e Tore”, ha detto il questore di Bari Vincenzo Speranza, uscendo dalla casa padronale dove è stato compiuto un sopralluogo in una cisterna molto stretta di raccolta dell’acqua piovana. “Abbiamo troppi elementi che coincidono”. Il Questore ha aggiunto che i bambini “potrebbero essere caduti come potrebbero essere stati buttati”.

Un elemento importante, inoltre, sarebbe il ritrovamento di alcuni indumenti insieme ai resti, in particolare, di una maglia con cappuccio, con una scritta sul davanti: una maglia simile a quella che indossava Salvatore il giorno della scomparsa. Ha evocato fantasmi sin dall’inizio l’incidente occorso nel pomeriggio al ragazzino undicenne, caduto nel pozzo mentre giocava a pallone con gli amici. Il piccolo sta bene, tranne che per la frattura di entrambi gli arti, ma per tutto il tempo che é rimasto nel pozzo – un paio d’ore – il suo incidente ha evocato il fantasma di Alfredino Rampi, morto in uno stretto cunicolo sotto terra nell’81 dopo che per 18 ore tutta Italia aveva tenuto il fiato sospeso per la sua sorte e seguito in tv le fasi del tentativo di soccorso.

Per il ragazzino di Gravina finisce bene, al contrario che per Alfredino Rampi: dopo un paio d’ore viene tirato fuori dai vigili del fuoco. Nel pozzo si sono calati quattro uomini dei nuclei Saf di Bari e di Matera dei vigili del fuoco e sono riusciti lentissimamente a tirarlo fuori, dopo averlo imbracato e legato ad un sostegno rigido. Il piccolo, quando esce dal pozzo, viene immediatamente sottoposto a cure da un medico e infermieri del 118 e portato in ospedale: ha fratture agli arti, ma è lucido e risponde alle domande. Non dovrebbe neanche avere un trauma cranico. Ma, contemporaneamente, la conclusione del suo soccorso produce altri fantasmi: i vigili del fuoco che si sono calati nel pozzo vedono resti umani e lanciano l’allarme.

Si pensa immediatamente ai due piccoli Pappalardi cercati in tutti i pozzi e in tutte le gravine del territorio carsico della cittadina murgiana. Sul posto si recano gli investigatori che per mesi hanno seguito le indagini sulla scomparsa dei fratellini e il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano. Il pozzo è in una casa abbandonata nei pressi della pineta e della stazione ferroviaria di Gravina in Puglia, nel centro storico della cittadina murgiana. Tutti pensano che stia per essere risolto definitivamente il giallo della scomparsa dei fratellini, sia pure spezzando per sempre il filo della speranza che siano ancora vivi. Ma sino a che i resti non saranno portati fuori del pozzo la certezza non si potrà avere.

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Sicurezza nei cantieri, a Villabate la sigla di un protocollo d’intesa tra metropoli Est e Cpt

Pubblicato da gpcorso su 25 Febbraio 2008

 I dati statistici dell’Inail parlano di un calo degli infortuni nel 2007, ma resta la vitalità del fenomeno, sottodimensionato perché, soprattutto al Sud, i dati sono inquinati dalla presenza del lavoro sommerso. 
Per contribuire a tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro oggi i tredici comuni aderenti al Consorzio intercomunale per lo sviluppo del territorio Metropoli Est (Altavilla Milicia, Bagheria, Baucina, Casteldaccia, Ciminna, Ficarazzi, Marineo, Misilmeri, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Villabate) hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa con lo Cpt (Comitato paritetico territoriale per la prevenzione infortuni, igiene e l’ambiente di lavoro in edilizia) di Palermo e provincia.
L’iniziativa è stata presentata alla Biblioteca comunale “Salmeri” di Villabate dal sindaco della cittadina, Gaetano Di Chiara, che è pure presidente dell’Assemblea dei soci di Metropoli Est. “Informazione e formazione alle e dentro le aziende – ha detto – per combattere l’illegalità, malattia che, dove è attivata la prevenzione, è più facile combattere”. L’accordo permetterà all’Ente appaltante, mediante una apposita clausola contrattuale, di impegnare le imprese esecutrici dei lavori pubblici affinché consentano ai tecnici incaricati dal Cpt di Palermo l’accesso ai cantieri per l’esame delle attività sotto il profilo della sicurezza. Visite non sanzionatorie, ma di informazione.
“Le parti – recita il protocollo oggi sottoscritto – hanno in comune l’obiettivo di fornire alle imprese e ai lavoratori interessati agli interventi di edilizia realizzandi o in corso di esecuzione una adeguata consulenza tecnica, informazione e formazione al fine di contenere al massimo i fattori di rischio propri del settore delle costruzioni, anche attraverso un metodico monitoraggio dei cantieri in esercizio e la definizione concordata di specifici programmi di intervento”. Il protocollo non comporta nessun costo o onere per il Consorzio e per ogni comune aderente.
Alla firma del protocollo d’intesa con lo Cpt di Palermo sono intervenuti tra gli altri i coordinatori del progetto “Aiutaci ad aiutarti” di Metropoli Est, Pippo Cipriani e Giuseppe Laganà, il presidente dello Cpt di Palermo, Francesco Reale, il presidente di Metropoli Est, Salvatore Camilleri, il consigliere provinciale De Lisi e gli amministratori dei comuni aderenti.

A.F.

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Pubblicato da gpcorso su 25 Febbraio 2008

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