Misilmeri News

Notizie del comprensorio misilmerese.

Archivio per 30 Dicembre 2007

Antiche foto di misilmeresi.

Pubblicato da gpcorso su 30 Dicembre 2007

boy_scout_9_12_1951__madric.jpgchiesa_santonino_congne_mis.jpgPubblichiamo due antiche foto di misilmeresi: una raffigura un gruppo di giovani boy scout (così è scritto nella didascalia) scattata il 9 dicembre del 1951; l’altra immortala la congregazione del Miseremini all’interno della chiesa delle Anime Sante. Chi si riconosce in queste foto?

Rinnoviamo l’invito ai lettori di inviarci antiche foto da pubblicare sul Misilmeri News.

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Omaggio floreale all’Immacolata: i fiori (secchi) sono ancora lì.

Pubblicato da gpcorso su 30 Dicembre 2007

pza_di_pisa_inaugurazione_m.jpgE’ ormai lontano quell’8 dicembre quando un’antica e bella tradizione vuole che tutti i misilmeresi devoti offrano un omaggio floreale alla stele dell’Immacolata in piazza Di Pisa.

Ma dall’8 dicembre ad oggi i fiori, ormai secchi, sono ancora lì. Perchè non pensare a pulire la piazza? E’ passato il Natale, passerà anche capodanno e vedremo li ancora i fiori ormai appassiti. Per il decoro della statua dell’Immacolata ma anche per il decoro di Misilmeri, in questi giorni visitata da tanta gente non misilmerese, è opportuno dare una pulita alla piazza. (Nella foto l’inaugurazione della statua dell’Immacolata).

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La Famiglia prima agenzia di Pace: il messaggio di Benedetto XVI°.

Pubblicato da gpcorso su 30 Dicembre 2007

 DA ROMA per AVVENIRE MIMMO MUOLO
 F
amiglia e pace. All’inizio del terzo mil­lennio occorrerà abituarsi a pensarle, scriverle e metterle sempre più in con­nessione queste due fondamentali realtà. An­che perché senza l’una non ci può essere l’al­tra. Ed è in famiglia che si apprende fin da pic­coli la «grammatica» della pacifica conviven­za, che poi deve coinvolgere «tutta la grande famiglia dell’umanità». Allo stesso modo, poi, bisognerà riprendere a preoccuparsi che non proliferino le armi nucleari e non aumentino i Paesi che ne sono detentori; che l’ambiente sia preservato, che ci sia un’equa distribuzio­ne della ricchezza e che venga rispettata e ap­plicata la legge naturale comune a tutto il ge­nere umano.
 
Sono questi alcuni dei prin­cipali contenuti del Messag­gio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della Pa­ce, che come di consueto verrà celebrata il prossimo 1° gennaio. Il testo, che ha per tema Famiglia umana, comunità di pace è stato pre­sentato ieri nella Sala Stam­pa vaticana dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Giampaolo Cre­paldi, rispettivamente pre­sidente e segretario del Pon­tificio Consiglio della Giusti­zia e della Pace.
 Pace e famiglia.
«In tutto il messaggio – ha fat­to notare il porporato – il Santo Padre ci fa ve­dere come la famiglia e la pace si richiamano costantemente in una feconda circolarità che costituisce uno dei presupposti più stimolan­ti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse te­matiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo».
  Il Papa, infatti, afferma che «chi – anche in­consapevolmente – osteggia l’istituto familia­re rende fragile la pace, perché indebolisce quella che di fatto è sua principale ‘agenzia’». «Tutto ciò che contribuisce a rendere più de-
bole la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna – prosegue il Messaggio che Avvenire pubblica integralmente – ciò che direttamente o indirettamente ne frena la di­sponibilità all’accoglienza responsabile di u­na nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima educatrice dell’educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sul­la via della pace».
  La famiglia, scrive ancora Benedetto XVI, «ha bisogno della casa, del lavoro, della scuola per i figli, dell’assistenza sanitaria di base per tut­ti. Quandi la società e la politica che non si im­pegnano ad aiutare la famiglia in questi cam­pi, si privano di un’essenziale risorsa a servi­zio della pace». Anche il lessico familiare, sot­tolinea Papa Ratzinger, è importante da que­sto punto di vista. «Lì è ne­cessario attingere sempre per non perdere l’uso del vo­cabolario della pace. Nell’in­flazione dei linguaggi, la so­cietà non può perdere il rife­rimento a quella ‘grammati­ca’ che ogni bimbo appren­de dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà, pri­ma ancora che dalle loro pa­role ». Il Pontefice ricorda, i­noltre, che la famiglia «è ti­tolare di specifici diritti», i quali sono riconosciuti an­che dalla Dichiarazione uni­versale dei diritti dell’uomo.

 La grande famiglia umana.

 Del resto, prosegue il testo diffuso ieri, «non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stia­mo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle». Siamo tutti figli di Dio, «supremo Principio» su cui «possono essere poste le premesse per l’e­dificazione di un’umanità pacificata». Questa grande famiglia umana ha per casa la terra. Il Papa, dunque, esorta ad aver cura dell’am­biente, senza che perciò «la natura materiale o animale» venga considerata più importante dell’uomo». Ripartire i costi di questa tutela, as­sumere impegni e decisioni comuni, dialoga­re evitando l’unilateralismo, fare attenzione
alle «gestione delle risorse energetiche del pia­neta, rivedendo gli elevati standard di consu­mo dei Paesi ricchi, evitare sprechi e non ap­piattire l’economia alle «crude leggi del gua­dagno che possono risultare disumane» sono le raccomandazioni contenute nel testo.
 Il problema delle armi.
Il Papa lancia un for­te appello per lo «smantellamento progressi­vo e concordato delle armi nucleari esistenti» evidenziando «il pericolo che si moltiplichino i Paesi detentori dell’arma nucleare». A questo proposito il cardinale Martino, durante la con­ferenza stampa, ha notato: «La spesa militare del 2006 è stata pari a 1.204 miliardi di dollari. E nel nel decennio 1997-2006 c’è stato un au­mento medio del 37%». Quanto ai venti guer­ra Usa-Iran, il porporato, in risposta a una do­manda, ha aggiunto: «Le minacce di guerra so­no solo parole, ma fanno male all’atmosfera in­ternazionale perché possono generare preoc­cupazione e portare alla produzione di nuove armi. Il disarmo oggi, infatti è lungi dall’esse­re raggiunto». Disarmo che, ha concluso mon­signor Crepaldi, «farebbe un grande bene alla pace, dal momento che le armi sono le vita­mine con cui si alimentano le guerre».
 Tra i punti salienti del testo del Papa, presentato ieri dal cardinale Martino e dal vescovo Crepaldi, il riarmo nucleare, la tutela dell’ambiente, il saccheggio delle fonti energetiche dei Paesi poveri

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“Aspettando Natale” uno spettacolo senza spettatori.

Pubblicato da gpcorso su 30 Dicembre 2007

Ieri sera (sab 29 dic) in piazza Fontana Nuova c’era un palco come quelli dell’estate misilmerese. Si aspettava un grande evento musicale o teatrale. Alle 22 inizia uno spettacolo nell’ambito delle manifestazioni per il natale. Spettatori “zero”. Pochissimi intimi, forse una decina. Peccato. Ci chiediamo se questo tipo di spettacoli sopratutto in questo periodo non fosse opportuno realizzarlo al chiuso e in un orario più accessibile, possibilmente nel pomeriggio e non in serate in cui la gente si riunisce in famiglia per giocare. Spreco di soldi? Pensiamo di si. A proposito: quando sarà smontato il palco?

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